Rompere un puzzle

Quando stai lavorando a costruire un puzzle — per quanto grande e complesso sia — non ti vorresti mai fermare. Tuttavia arriva il momento in cui devi disfarlo. Può essere perché è finito, o semplicemente perché non hai più tempo di continuare.

Il puzzle che stavo facendo stamattina con Tana (ma in realtà era già stato iniziato da molte persone)
Il puzzle che stavo facendo stamattina con Tana (ma in realtà era già stato iniziato da molte persone)

Oggi è l’ultimo giorno dell’EILC a Aabenraa. Nel pomeriggio prenderò il treno e mi sposterò a Copenhagen con quattro amici e nel giro di un giorno ognuno prenderà la propria strada. Durante questo corso non ho avuto molto tempo per scrivere sul blog, o per usare il PC in generale. Avrei voluto postare di più, ma non penso ciò sia un male.

Ho vissuto assieme ad un fantastico gruppo di studenti: Silja, Henrik e Johanna dalla Finlandia, Róisín dall’Irlanda, Sergio dalla Spagna (il mio compagno di stanza), Rosanne e Nanouk dai Paesi Bassi, Wojtek dalla Polonia, Bettina dall’Austria, Eva, Lada e Jakub dalla Repubblica Ceca, Winnie da Hong Kong, Tana dal Belgio e Justina dalla Lituania.

È stata una bella sorpresa sapere che non sono l’unico ad avere un blog per l’Erasmus. Potete leggere anche quelli di Nanouk, Tana (entrambi in olandese) e Bettina (in tedesco). Loro ci hanno lavorato ed hanno scritto più di me su questa esperienza, vale la pena leggere! 🙂

Persone splendide con cui mi sono trovato bene e abbiamo fatto un sacco di cose, tra cui: organizzare una serata italiana — con contributo di quasi tutti e mia supervisione per la pasta e un ottimo Tiramisù fatto da Bettina (nominata Chief Executive Officer of Tiramisù), Nanouk, Tana e Silja; preparare i Finnish buns tutti insieme coordinati da Silja; organizzare innumerevoli partite a biliardo cambiando ogni volta le regole; cercare di vestirci da danesi con pochissimi e bizzarri costumi a disposizione; eccetera. 😛

Certo, c’è stato anche qualche momento meno divertente. Sono in qualche modo triste perché in qualche occasione non sono stato amichevole come avrei voluto, a volte trovandomi in difficoltà col danese o in imbarazzo durante i “momenti di svago” mi sono un po’ chiuso e ci sono rimasto molto male per avere involontariamente offeso una persona, anche se questa persona ha capito.

Vorrei avere avuto un po’ più tempo, ho un po’ paura di aver mostrato un’immagine di me non proprio simpatica, ma spero che nel complesso gli altri abbiano apprezzato questi giorni intensissimi spesi insieme tanto quanto li ho apprezzati io. Credo che abbiamo davvero percepito il concetto danese di hygge, una parola molto bella ma difficilmente traducibile. 🙂

Il puzzle è ormai completo, forse posso considerare questo post come l’ultima tessera. Altre tessere sono le foto che ho inserito come galleria in fondo al post, ma ce ne sono molte altre.

Tra poche ore dovrò rimettere tutto nella scatola. Ma il lato positivo è che quando metti via un puzzle il tavolo si libera… e se ne può iniziare un altro senza scordare il precedente. 😉

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